Costa cara, ma stile e guidabilità (su strada e non solo) convincono

Range Rover Evoque: bellezza formato SUV

 

Conservare intatto il fascino di un concept sovraesposto mediaticamente (l'LRX) è impresa ardua.

Con l’Evoque, però, il Centro Stile Land Rover c’è riuscito, perché ha saputo creare un’impronta stilistica fuori dagli schemi, come dimostrano gli sguardi grondanti ammirazione di automobilisti e passanti.

A catturare l'attenzione, il tetto discendente che sembra tagliato con l’accetta; la linea di cintura altissima e il posteriore muscoloso, con tanto di spoiler extra large, diffusore aerodinamico e scarichi integrati.

Davanti c’è invece la nuova "faccia" Range, con uno sguardo cattivo e pungente.

LUSSO RANGE PER QUATTRO

Dentro, l’atmosfera può passare dall'essere esageratamente sportiva a squisitamente british (leggi morbido cuoio pieno fiore beige che riveste tutto, dai sedili al cruscotto, ornato da inserti in legno). In mezzo, un’infinita gamma di varianti disponibili con sovrapprezzo.

Se però i progettisti inglesi hanno pensato a finezze come la plafoniera che si accende con lo sfioramento o il colore dell’illuminazione interna personalizzabile, si sono dimenticati gli appigli laterali sul tetto.

Buona l'abitabilità: sulla 5 porte si viaggia molto comodi sia davanti sia dietro, dove, per due adulti, lo spazio gambe e testa e più che adeguato.

L’eventuale terzo è più sacrificato. Sulla 3 porte, per chi siede dietro il discorso è diverso: lo spazio per le gambe è pressoché identico (il passo della vettura è lo stesso), ma la ridotta superficie vetrata rende l’ambiente angusto e si perde qualche centimetro in altezza. Il terzo passeggero? Il divano è per due.

DINAMICA E PRECISA...

Alta ma non altissima, l’Evoque si guida bene. Noi abbiamo provato innanzitutto la 2.2 diesel da 190 CV, con trasmissione automatica a 6 rapporti (optional) e trazione integrale.

E’ questa la configurazione più coerente con lo spirito del modello, perché in grado di garantire prestazioni brillanti - vicine agli 8,5 secondi dichiarati nello 0-100 km/h - e consumi politically correct, anche se facilmente influenzabili dallo stile di guida: la Casa dichiara 5,2 litri nel ciclo extra urbano (5,7 in quello misto), ma noi guidando su strade collinari ad andatura allegra e con cambiate “manuali” (utilizzando i paddle al volante), non siamo riusciti a scendere sotto gli 8l/100 km.

Equipaggiata con sospensioni MagneRide (a smorzamento controllato elettronicamente), la Evoque ha rivelato due anime: in modalità “Normal” è molto morbida e confortevole, ma un po’ rollante e poco comunicativa; in “Sport” l'assetto si irrigidisce e aumenta la sensibilità dello sterzo, a tutto vantaggio del divertimento di guida.
Quanto al potente 2.0 turbo Ecoboost a benzina da 240 CV, appaga ancor di più lo stile di guida “sportivo” ed è pure più silenzioso. Il nostro esemplare, a differenza del diesel, non era dotato di sospensioni MagneRide, ma l’assetto di base si è rivelato comunque fermo, a differenza della taratura “Normal” precedentemente citata.

La scheda tecnica parla di 7,2 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h e di 217 km/h di punta velocistica. Il consumo? 8,7 litri ogni 100 km nel ciclo combinato. In Land Rover sono convinti che questa motorizzazione top di gamma, in barba al caro benzina, sarà in grado di conquistare un buon 20% della clientela.
 

...MA ABILE COME UNA LAND ROVER

Il DNA Land Rover ce lo ricordano i simboli del “Terrain Response” sul tunnel centrale, ovvero i programmi di guida in fuoristrada che tarano l’elettronica di sterzo, motore, sospensioni e freni nel modo ottimale per affrontare fondi erbosi o fangosi piuttosto che per superare “tronchi e sassi” e perfino strade sabbiose.

Con un Evoque con gomme di serie da 19 pollici, abbiamo guidato per diversi km su ripidi saliscendi, superati in scioltezza grazie alla buona altezza da terra e all’elettronica: al volante dovevamo solo dare gas e impostare le traiettorie.

Abbiamo apprezzato tra le altre cose l'Hill descent control di nuova generazione, che quando si riprende la marcia su in pendio, rende progressivo il raggiungimento della velocità di discesa controllata (fino a 6 km/h).

E la prova "estrema" non poteva non includere un guado con acqua alta mezzo metro, superato senza una goccia di infiltrazione.

CONFIGURAZIONE: SPAZIO ALLA FANTASIA

Difetto principale, forse l'unico della Evoque, è il prezzo. Gli esemplari che abbiamo guidato costano 47.500 (2.2 SD4 Dynamic Coupé ) e 49.500 euro (2.0 Si4 Prestige 5p ).

"Giocando" con il configuratore del listino di Omniauto.it vedrete che un’Evoque accessoriata di tutto punto può arrivare a costare 70 mila euro. Più realisticamente, vi suggeriamo alcuni accessori imprescindibili per il genere di auto: cambio automatico (2.350 euro); Adaptive Ride con sospensioni elettroniche MagneRide (1.240 euro); il tetto panoramico (660 euro); il navigatore satellitare e la connettività Bluetooth (sommati fanno circa 2.400 euro); il sedili in pelle con regolazione elettriche (altri 2.000 euro circa).

Poi, considerando che l’Evoque è un’auto di design, non vorrete rinunciare ai vetri oscurati (+ 420 euro) e alla vernice metallizzata (+ 730 euro): siamo già ad oltre 10 mila euro di accessori e non abbiamo nominato sfizi tecnologici allettanti come l’impianto hi fi Meridian da 825 W, la televisione digitale e quella per i passeggeri posteriori... E’ troppo? Secondo noi sì, ma è anche vero che il mondo Range Rover non vuole esser accessibile tutti.

 

 

OmniAuto.it

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