Agosto 2011
Il gestore della strada è obbligato a risarcire i danni all’automobilista investito da una frana: a stabilirlo è una sentenza della Cassazione (15720 del luglio 2011), che si applica anche nel caso in cui il materiale provenga dal terreno di un privato.
Non è obbligo di terzi segnalare rischi o porre in sicurezza le aree in prossimità delle strade Statali.
La vicenda ha inizio circa cinque anni fa, quando un’automobilista chiede i danni all'Anas (una società per azioni il cui socio unico è il ministero dell’Economia), dopo che la sua auto viene colpita da un masso su una Statale.
Il primo grado di giudizio vede la netta sconfitta del cittadino: stando al Tribunale, l’Anas non è responsabile. Stesso risultato in secondo grado: nel 2008, la corte d’Appello nega il diritto a ottenere un indennizzo da parte dell’Anas. Motivo: un siffatto evento è imprevedibile in quanto causato dallo stesso utente o perché dovuto a un’alterazione “repentina dello stato della cosa”.
Quindi, per il gestore non sussisteva alcun obbligo di segnalare un pericolo né di mettere in atto interventi di salvaguardia. Inoltre, il cedimento è avvenuto a monte per qualche centinaio di metri rispetto alla Statale.
E nel mezzo corre la linea ferroviaria con il relativo muro di contenimento.
Ma la Cassazione premia la tenacia del cittadino: i giudici rinviano la causa alla corte d’Appello invitandola a tenere in considerazione le circostanze che proverebbero la prevedibilità dell’evento.
E cioè che: negli anni precedenti, quel tratto stradale era già stato interessato da sfaldamenti di piccola entità e da crolli (così risulta da una relazione tecnica, anche della stessa Anas).
“La responsabilità ex articolo 2.051 del Codice civile sussiste in relazione a tutti i danni da essa cagionati, sia per la sua intrinseca natura, sia per l’insorgenza in essa di agenti dannosi, essendo esclusa solo dal caso fortuito, che può essere rappresentato - con effetto liberatorio totale o parziale - anche dal fatto del danneggiato, avente un’efficacia causale tale da interrompere del tutto il nesso eziologico tra la cosa e l’evento dannoso o da affiancarsi come ulteriore contributo utile nella produzione del danno”. Tradotto: l'Anas deve risarcire i danni.
Tribunale, Appello e Cassazione (sentenza 15723 del luglio 2011) danno invece ragione all'Anas in merito al caso di un automobilista caduto in un dirupo.
Un volo di 17 metri in una scarpata per il quale gli eredi chiedono all’Anas il risarcimento, dato che sul tratto di strada dove s’è verificato l’incidente manca il guard-rail.
Niente da fare: l’Anas non ha l’obbligo di recintare l’intera rete viaria, sia per i costi sia per l’inutilità di un presidio del genere. Piuttosto, è responsabilità del guidatore condurre il mezzo con prudenza: comportamento non riscontrabile nell’automobilista deceduto.
I Giudici: “Con tutta probabilità, stando ai rilievi degli esperti, al momento del fatto la conducente non indossava cintura di sicurezza, viaggiava a velocità ben superiore al limite di cinquanta chilometri orari, aveva bevuto alcolici”.
Magari, questo lo aggiungiamo noi, la sentenza avrebbe potuto essere un po’ diversa (minimo concorso di colpa del gestore) se il conducente avesse guidato con la massima prudenza.
Nuovo Guinness World Records 2011 per la maggior distanza coperta con un pieno di carburante: 2.545 chilometri.
Cambia il designer, non l'impostazione stilistica di fondo: la nuova BMW serie 1 rispetta le proporzioni del precedente modello.
Tecnologia Range Extender: design innovativo, pannelli solari: la Fisker Karma è realtà.
La prima biposto della Casa è spinta da motori con potenze comprese fra 122 (MINI Cooper Coupé) e 211 CV (MINI John Cooper Works Coupé).
Audi Q5 Hybrid quattro: appuntamento nei concessionari a novembre 2011. Chi è interessato all'acquisto, prepari un assegno da 56.800 euro.
Dopo anni costantemente nella top 10 delle auto più vendute del segmento, Toyota Yaris è pronta al rilancio.